Monk, Strayhorn, Ellington. Tre Modi Di Pensare In Jazz | Federico Benedetti – Antonio Cavicchi Quartet

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Un viaggio ai vertici del grande jazz del XX secolo con il Federico Benedetti – Antonio Cavicchi Quartet formato da Federico Benedetti, Antonio Cavicchi, Marc Abrams e Lele Barbieri.

Venerdì 7 febbraio allo Spirito di Vigarano Mainarda (Ferrara)

Jazz all’ennesima potenza. Il secondo appuntamento della programmazione invernale-primaverile del Gruppo dei 10 non si può che descrivere come emblematico, perché è questo l’unico significato che si può dare all’impresa di suonare Monk, Strayhorn ed Ellington, nella stessa serata. Ed è ancor più emblematico il fatto che a suonarlo siano musicisti con un importante legame con Ferrara, ma anche con gli Stati Uniti, riuniti in quartetto per celebrare la tradizione jazzistica americana e mondiale, comunque reinterpretata con una sfumatura italiana.

L’appuntamento è per venerdì 7 febbraio, allo Spirito di Vigarano Mainarda, sul cui palco saliranno i membri del Federico Benedetti – Antonio Cavicchi Quartet, che daranno vita a un originalissimo omaggio al jazz, suonato in alcune delle sue più significative declinazioni. Monk, Strayhorn, Ellington. Tre modi di pensare in jazz: il titolo del concerto è già un programma. L’obiettivo è quello di regalare al pubblico un vero viaggio ai vertici della musica afroamericana del XX secolo, che si può rappresentare con quella fotografia scattata ad Harlem da Art Kane nel 1958 (la trovate a questo link https://www.bluenotemilano.com/evento/concerto-art-kane-harlem-1958-17-gennaio-2019-milano/): un’ immagine geniale, in cui Kane radunò 58 (appunto) tra i più importanti esponenti del jazz di allora. È lì, in basso a destra, con gli occhiali da sole e il cappello (sopra a Count Basie, che è seduto sul marciapiedi), che si trova Thelonious Monk, pianista e compositore nato in Carolina del Nord o, più semplicemente, uno dei più grandi jazzisti di tutti i tempi. Il suo “modo di pensare in jazz”, allo Spirito di Vigarano Mainarda, lascerà il posto al “modo” di Billy Strayhorn, pianista eclettico, che collaborò a lungo con il terzo musicista omaggiato dal quartetto: Duke Ellington, forse l’artista più influente del mondo del jazz.    

I membri del quartetto che si è preso la responsabilità di condurre la serata sono, Federico Bendetti (sax tenore), Antonio Cavicchi (chitarra elettrica), Marc Abrams (contrabbasso) e Lele Barbieri (batterista).

INFO E PRENOTAZIONI
Appuntamento per venerdì 7 febbraio, a partire dalle ore 20 (cena e a seguire concerto). Per prenotazioni, tel. 0532436122. 

QUALCOSA SU FEDERICO BENEDETTI

Sassofonista, clarinettista, compositore e arrangiatore. Nato a Ferrara, titolare del diploma di stato di jazz in Francia, del biennio di jazz e del diploma di composizione in Italia, oltre che del master di Musiche del Novecento all’università Tor Vergata di Roma. Ha insegnato nei conservatori francesi, poi diretto quello di Cluses in Alta Savoia; dal 2008 vive in Italia, dove prima che a Vicenza, dov’è titolare della cattedra di composizione jazz al conservatorio Arrigo Pedrollo, ha insegnato nei conservatori di Ferrara, Udine, Genova, Vibo Valentia, Bari, Alessandria e Como. 

A Parigi, dove è vissuto per trent’anni, ha suonato come sideman con Roger Guérin, Kenny Clarke, Sam Woodyard, Benny Bailey, Illinois Jacquet, Marcel Zanini, Guy Lafitte, Jacky Terrasson, Glenn Ferris, Onzy Mattews, Peter Bernstein, Etienne Mbappé, Angel “Pocho” Gatti… Compositore per big band (CD “Italjazz”, 2000) e direttore di orchestre a fiato, ha composto diverse opere commissionate da importanti istituzioni musicali francesi. In Italia continua la propria attività concertistica e discografica e di compositore per orchestra. Dal 2015 collabora con David Liebman, con cui fonda il “Three Reeds Quintet”. Fa parte del trio Quai des Brumes. 

QUALCOSA SU ANTONIO CAVICCHI

Ha studiato chitarra e armonia presso l’INSJ di Parma e il CDM di Milano, in ambedue col maestro F. Daccò, dal 1977 al 1984. È stato collaboratore di Barney Kessel in due seminari tenuti da quest’ultimo nel 1984 e nel 1989. Ha tenuto concerti tra gli altri con Dizzy Gillespie, Mal Waldron, Charles Tolliver, Lee Konitz, Eliot Zigmund, Bob Movers, Harold Danko. Ha partecipato a diversi Jazz Festival tra i quali Comacchio, Bassano, Como e altri. Nel 1987 ha ricevuto il premio “A. Willaert” e nel 1994 il premio Miglior nuovo talento come riconoscimenti all’attività sia didattica che concertistica svolta in questi anni. È stato docente di chitarra jazz (Biennio e Triennio-Jazz) presso il Conservatorio di Adria dal 2003 al 2010 e presso il Conservatorio di Ferrara dal 2006 al 2020.

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QUALCOSA SU MARC ABRAMS

Marc Abrams è nato nel 1958 a New York e attualmente risiede in Italia, tanto che si può considerare italo-americano. È un vero virtuoso del contrabbasso, arrivato al successo, nel panorama jazz mondiale, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, suonando con alcuni dei più grandi musicisti del jazz americano, come Kenny Clarke e Chet Baker. In Europa, ha collaborato con Toots Thielemans, Karl Berger e Tony Lakatos. Suona spesso con Antonio Cavicchi e Federico Benedetti, nell’US Trio, esplorando repertori jazzistici in concerti spesso “monografici” dedicati o a un autore, o a un periodo della storia del jazz, o a dei compositori con una cifra caratteristica in comune, rielaborandoli in una continua ricerca di freschezza estemporanea nell’improvvisazione.

QUALCOSA SU LELE BARBIERI

Daniele “Lele” Barbieri ha conseguito il diploma in percussioni presso il Conservatorio di Ferrara. Ha svolto attività musicale classica con vari gruppi di percussionisti mentre contemporaneamente si esibiva come batterista jazz nei club con musicisti come Tommaso Lama (con il quale vinse un concorso radiofonico RAI), Silvano Salviati, Gianni Basso, Giorgio Baiocco, Ares Tavolazzi, e con la Big Band di Bologna con la quale ha partecipato a trasmissioni televisive e radiofoniche. 

In Italia ha accompagnato musicisti come Lee Konitz, Steve Grossman, Lew Tabakin, Sonny Taylor, Steve Turre, Craig Handy, e nel 1987 ha sostituito a Bassano del Grappa Max Roach nel sound check suonando assieme a Dizzy Gillespie e Milt Jackson. Ha inoltre accompagnato in una mitica jam session a Ferrara il chitarrista Pat Metheny. Attualmente insegna batteria e percussioni presso la Scuola di Musica Moderna di Ferrara e suona in concerto con (tra gli altri):Teo Ciavarella, Felice Del Gaudio, Alan King, James Thompson, Hengel Gualdi, Andy J. Forest, Hiram Bulluck, Paolo Fresu, Antonello Salis, Simone Zanchini, Bruce Forman, Stefano Calzolari, Dado Moroni.

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